L’Italia alla guida di un importante progetto internazionale

Un Gancio Al Parkinson

“IMMUPARKNET avrà il compito di mettere a sistema le competenze di studiosi di 20 Paesi differenti. L’Università del Piemonte Orientale guida il network internazionale di scienziati che studiano il sistema immunitario per capire il morbo di Parkinson, malattia degenerativa che colpisce dieci milioni di persone nel mondo

La malattia di Parkinson (MP) è una frequente malattia neurodegenerativa che colpisce 10 milioni di persone nel mondo (600.000 persone solo in Europa) e la cui prevalenza è in costante crescita (oltre il 5% della popolazione sopra i 70 anni). Le cause e i meccanismi che conducono alla malattia di Parkinson sono alquanto eterogenei ma è ormai riconosciuta l’importanza del sistema immunitario in questo contesto.

L’Università del Piemonte Orientale fa parte di una cordata internazionale di ricerca che ha recentemente ottenuto il supporto dell’Unione europea per il progetto IMMUPARKNET (The role of IMMUnity in tackling PARKinson’s disease through a Translational NETwork), finanziato dal programma European Cooperation in Science and Technology (COST).

L’Università del Piemonte Orientale, rappresentata dal prof. Cristoforo Comi – professore di Neurologia presso il Dipartimento di Medicina traslazionale UPO e responsabile dell’Unità di Neurologia dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli – è capofila del progetto che coinvolge ricercatori di venti paesi: Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna Turchia e Regno Unito, in Europa, oltre a studiosi che operano in Cile, Singapore e Stati Uniti d’America. Le strutture UPO coinvolte sono quelle del CAAD, il Centro di ricerca traslazionale sulle malattie autoimmuni e allergiche.

“IMMUPARKNET – spiega il prof. Cristoforo Comi – è un network multidisciplinare innovativo che ha lo scopo di aggregarsi intorno allo studio dell’immunità nella malattia di Parkinson e in altre malattie neurodegenerative. IMMUPARKNET rappresenterà il primo nucleo di un ecosistema multidisciplinare volto a contrastare la frammentazione degli sforzi e degli approcci metodologici, sia nella ricerca sia nella pratica clinica, per incrementare lo sviluppo di trattamenti innovativi”.

Lo studio di come il sistema immunitario sia collegato alla neurodegenerazione, che è causa della malattia di Parkinson, sta suscitando un interesse sempre maggiore; queste indagini possono fornire opportunità senza precedenti per comprendere meglio la patogenesi della malattia, per identificare biomarcatori clinicamente significativi e possibilmente anche nuove strategie terapeutiche.”

 

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QN: “Morbo di Parkinson – dalla boxe uno stimolo extra al paziente”

QN: "Morbo di Parkinson - dalla boxe uno stimolo extra al paziente" - Un Gancio al Parkinson

Alla Palestra della Salute di UPMC Institute for Health di Chianciano Terme, è stato avviato il programma di Boxe & Parkinson in partnership con l’associazione no-profit ‘Un gancio al Parkinson’.

Il nuovo programma si inserisce nella visione avanguardistica della Palestra della Salute che rappresenta il cuore dei programmi di prevenzione e riabilitazione sviluppati dal team clinico di UPMC, dove l’esercizio fisico ed una sana alimentazione si uniscono al benessere emotivo in un approccio olistico alla salute del paziente.

 

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La Nazione: “Parkinson, nuova terapia. La svolta da un computer”

L’idea di due imprenditori fiorentini che potrebbe aiutare tanti pazienti: una sperimentazione che unisce la boxe e test visivi di ultima generazione

La nuova frontiera nella cura del morbo di Parkinson potrebbe essere Sensory station, una nuovissima batteria computerizzata di test e allenamenti che permette di migliorare le capacità visuo-motorie e cognitive.

Si è svolta ieri a Firenze, nel laboratorio Training Lab, la presentazione di una tecnologia innovativa, utilizzata finora solo negli Stati Uniti nell’ambito dello sport professionistico, per testare le capacità degli atleti di football, basket e baseball.

Nell’ambito della sperimentazione per la terapia del Parkinson, Senaptec, questo il nome del computer, si inserisce in un duplice percorso che vede da un lato la disciplina della boxe, un’attività fisica dinamica molto adatta a chi soffre di questa malattia, e dall’altro lo svolgimento di test visivi, motori e cognitivi con l’utilizzo della nuova tecnologia made in USA esportata a Firenze.

A ideare e promuovere la ricerca è stata l’associazione no profit “Un gancio al Parkinson”, che si propone di migliorare la qualità della vita dei pazienti che stanno lottando contro questa malattia, spesso poco conosciuta.

L’utilizzo della tecnologia Senaptec applicata al pugilato nasce infatti dall’intuizione dei fondatori Maurizio Bertoni e Paolo Pescini, che durante un viaggio negli Stati Uniti hanno potuto toccare con mano l’efficacia di questo metodo di cura.

Fondamentale anche il sostegno del Rotary Club Firenze, che ha donato l’attrezzatura necessaria.

“Questa sperimentazione – spiega il direttore di Training Lab Maurizio Bertoni – è un avvenimento particolare perché si tratta dell’unica macchina simile in Italia utilizzata nella ricerca sul Parkinson”.

Nello specifico i ventuno pazienti coinvolti, dopo gli allenamenti di pugilato, svolgono tre dei dieci test contenuti nel database della Sensory station, atti a misurare i progressi fatti.

“Al termine della prima fase – commenta il presidente dell’associazione Paolo Pescini – abbiamo riscontrato uno scenario in parte sorprendente: i risultati dei test registrati sono stati migliori di quelli iniziali, in particolare nella coordinazione occhio-mano e nei tempi di reazione”.

Jacopo Carocci, allenatore di boxe laureato in scienze motorie e sportive, spiega invece il funzionamento della macchina: “E’ uno strumento estremamente specifico, che mostra i dati ottenuti tramite grafici basati sulla media dei risultati di una determinata fascia di persone, da quelle meno allenate fino agli sportivi professionisti”.

In merito a come, invece, i pazienti affetti da Parkinson che partecipano alla sperimentazione reagiscono all’utilizzo delle nuove tecnologie, l’allenatore dice: “L’atteggiamento e la reazione dei partecipanti dipendono molto dalla natura e dallo stato d’animo del singolo, da come ognuno di loro affronta le sfide. C’è chi si sente motivato da questa novità e chi, invece, davanti ad un possibile fallimento, si scoraggia”.

Alessia Raffaelli

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La nostra Associazione su Controradio

La nostra Associazione su Controradio - Un Gancio Al Parkinson

“Firenze, presentata una nuova tecnologia, proveniente dagli Stati Uniti, per la ricerca e la terapia del Parkinson, adoperata per la prima volta in Italia, grazie al sostegno del Rotary Club, dall’associazione fiorentina ‘Un gancio al Parkinson’.
Grazie alla ‘Sensory Station’, questo il nome della tecnologia, sono stati registrati, miglioramenti nell’equilibrio, nella reattività occhio-mano e nelle capacità visive, su una ventina di pazienti affetti dal morbo di Parkinson.

In podcast l’intervista al presidente dell’associazione ‘Un Gancio al Parkinson’, Maurizio Bertoni, a cura di Gimmy Tranquillo.

La Sensory Station, è stato spiegato, è da tempo in uso negli Stati Uniti presso centri di ricerca universitari e presso società sportive professionistiche per migliorare la capacità visive degli atleti e la loro reattività visio-motoria, o per il recupero funzionale.

In Italia la onlus ha sottoposto ai test e ai training 21 pazienti affetti da Parkinson riscontrando miglioramenti. Lo studio è stato condotto in collaborazione con la Università di Firenze, la Università dell’Ohio e l’Università della California a San Diego.

“Abbiamo riscontrato uno scenario in parte sorprendente – spiega Maurizio Bertoni, presidente dell’associazione – Al termine della prima fase i risultati dei test registrati sono stati migliori di quelli iniziali, anche se con magnitudo differenti, evidenziando come il protocollo di lavoro ‘Boxe per il Parkinson’ abbia effetti positivi su alcuni dei sintomi. I test finali hanno evidenziato come l’allenamento specifico con Senaptec abbia portato a un ulteriore miglioramento nei tempi di reazione e nella coordinazione occhio mano”.”

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