Quattro tesi di laurea per studiare come dare “Un Gancio al Parkinson”

Quattro tesi di laurea per studiare come dare "Un Gancio al Parkinson"

“Jacopo è di Firenze, Ivan di Bologna, Francesca di Roma, Camilla di Novara. Cos’hanno in comune?

Sono quattro giovani interessati a studiare e combattere il morbo di Parkinson attraverso la boxe; studenti di Scienze Motorie pronti ad approfondire questa metodologia di trattamento nelle loro tesi”, spiega Maurizio Bertoni, ortopedico, fiorentino e presidente dell’associazione Un Gancio al Parkinson (www.ungancioalparkinson.org) che opera all’interno del Training Lab di Firenze.”

Qui l’articolo completo di Letizia Cini

I nostri eroi: due Coach per il Parkinson

I nostri eroi: due Coach per il Parkinson

Andrea Rizzuto e Dario Ballini, studenti di Scienze Motorie e Istruttori di Boxe, da più di un anno seguono circa 40 pazienti affetti da morbo di Parkinson facendogli fare allenamento di Boxe presso il Training Lab Firenze.

Grande dedizione, mai mancata una lezione. Profonda, vera amicizia con tutti i pazienti uomini e donne.

Due Coach sempre pronti ad aiutare chi è più in difficoltà nei movimenti, grande pazienza e affetto per tutti.

Un esempio di come i giovani possono lavorare bene, con passione e professionalità.

Un tesoro immenso per l’Associazione Un Gancio al Parkinson, che anche grazie a loro sta aiutando in maniera sostanziale questi pazienti e stanno dando un aiuto alla ricerca clinica sul Parkinson.

Bella gioventù, grandi Coach! Grazie di cuore.

11/11/2020 – Intervista di Radio Toscana al dr. Bertoni

Intervista Radio Toscana dr. Bertoni - Un Gancio Al Parkinson

Mercoledì scorso gli amici di Radio Toscana hanno pubblicato il nostro comunicato stampa relativo alla presentazione del progetto in collaborazione coi calcianti del Calcio Storico Fiorentino. Con l’occasione hanno anche intervistato il nostro dr. Maurizio Bertoni sulle attività dell’associazione “Un Gancio Al Parkinson” e sulle metodiche che applichiamo coi nostri pazienti. Grazie a Radio Toscana per averci dato voce ancora una volta.

 

 

 

Link all’articolo originale su Radio Toscana

I CALCIANTI DEL CALCIO STORICO ALLENANO I MALATI DI PARKINSON

I CALCIANTI DEL CALCIO STORICO ALLENANO I MALATI DI PARKINSON - Un Gancio Al Parkinson

Firenze, Novembre 2020 – Il calcio storico fiorentino in aiuto dei malati di Parkinson. Per tutto il mese di novembre i calcianti appartenenti alle squadre dei quattro colori della città, alleneranno i pazienti dell’associazione “Un Gancio Al Parkinson”, la prima in Italia a praticare la boxe senza contatto per rallentare il decorso della malattia. L’iniziativa nasce dalla volontà di mettere insieme due realtà accomunate dalla stessa passione: quella dei calcianti verso i propri colori e le loro tradizioni e quella dei malati affetti da Parkinson, che lottano contro la malattia con grande determinazione e spirito di sacrificio.

A dirigere gli allenamenti al Training Lab di Firenze, il centro medico dove i pazienti dell’Associazione praticano gratuitamente l’attività, saranno quattro pugili professionisti appartenenti ai quattro colori: David Cappelletti per i Bianchi, David Recati per i Verdi, Marco Casamassima per i Rossi e Marcello Trotta per gli Azzurri. Ognuno di loro dedicherà un giorno alla settimana all’allenamento, a partire da mercoledì 4 novembre (ore 18, con David Cappelletti dei Bianchi). Le altre lezioni saranno venerdì 13 novembre (ore 18, con Marcello Trotta degli Azzurri); lunedì 16 novembre (ore 13, con Marco Casamassima dei Rossi) e lunedì 23 alle 12 (con David Recati dei Verdi).

“Abbiamo scelto di far partire questa iniziativa a Novembre perché in questo mese, ovvero sabato 28, si tiene la giornata nazionale del Parkinson – spiega il dott. Maurizio Bertoni, presidente dell’associazione ‘Un Gancio Al Parkinson’. – Purtroppo quest’anno le norme anti Covid-19 non ci consentono di organizzare eventi di ampio respiro, ma abbiamo comunque voluto dare un segnale, mettendo insieme due realtà cittadine accomunate da valori importanti come lo spirito di squadra e di comunità e la determinazione nel raggiungere un obiettivo preciso”.

L’associazione “Un Gancio Al Parkinson” segue gratuitamente, due volte a settimana, 39 pazienti (26 uomini e 13 donne) di età compresa tra i 50 e gli 85 anni. Ognuno di loro pratica la boxe senza contatto, perché lo scopo non è colpire l’avversario, ma favorire la mobilità. Gesti fluidi, puliti, pugni al sacco, schivate, comandi secchi e cadenzati sono quindi gli strumenti giusti per coordinare gli arti, migliorare la postura, la capacità di deambulazione e anche i riflessi. Qualità che si allenano molto bene attraverso il pugilato. Da questa esperienza deriverà anche una pubblicazione scientifica, che analizzerà i benefici dati dalla boxe ai fini del rallentamento dei sintomi del Parkinson. I primi effetti positivi sono comunque già ben visibili.

Secondo l’Associazione, infatti, dopo i primi 3 mesi di allenamento i pazienti mostrano un buon miglioramento dell’equilibrio, della postura e della coordinazione, riuscendo a muoversi e camminare in modo migliore e a mantenere questi progressi nel medio-lungo periodo. Si registra poi un netto miglioramento dell’umore. Oggi chiunque soffra di questa malattia può rivolgersi gratuitamente all’Associazione “Un Gancio Al Parkinson” ed allenarsi al Centro Training Lab, seguito da istruttori di boxe, appositamente formati.